Le leggende sulle origini della produzione del merletto a Venezia sono diverse. Diffusa a Burano già dal 1500, questa arte fu sostenuta nel tempo dalla dogaressa Morosina Morosini prima e da Giovanna Duodo, moglie del doge Pasquale Malipiero, poi. In passato fu particolarmente apprezzata e richiesta dai regnanti di tutta Europa, tanto da diventare nel corso dei secoli un’importante risorsa produttiva per la stessa isola di Burano.
Per evitare che questa antica arte andasse perduta, nel ‘700 venne istituita una Scuola del Merletto dove, tra le varie tecniche, si insegnava il "punto in aria", tipico di Burano, e dove si lavorava il tradizionale merletto ad ago. Fu soprattutto a questa istituzione che l’ arte del merletto ha continuato a tramandarsi di generazione in generazione attraverso le mani esperte delle merlettaie di Burano, fino ad arrivare ai giorni nostri.
Ancora oggi la lavorazione del merletto di Burano è considerata, al pari del vetro di Murano, una delle produzioni artigianali tradizionali della laguna di Venezia e un’eccellenza dell’artigianato italiano, tanto che oggi si cerca di rilanciarla e di assicurarne la continuità attraverso corsi di formazione, iniziative rivolte agli artigiani e mostre storiche.